CHAD

Quando sono tornata dal Chad mi sono detta che non ci sarei più tornata: un paese difficile dove il deserto, che di per sé mi ha sempre dato l'idea di libertà e spensieratezza, al contrario mi aveva fatto sentire come stretta in una morsa. Il vento incessante, il caldo, la popolazione Tebu per nulla accogliente, un territorio minato (e sminato, forse, in parte) dove le tracce delle macchine convergevano tutte in una e ai lati si vedevano dromedari morti, macchine divelte, carri armati saltati in aria, ciò che rimaneva della guerra. Straordinari siti di arte rupestre mi avevano, per qualche minuto, portato lontano da questa sensazione di disagio: accanto a splendide pitture di arte preistorica, capolavori di una finezza straordinaria fatti da mani sapienti e precise, vi erano le spolette dei razzi che giacevano di fronte ad una galleria d'arte che portava indietro nel tempo di migliaia di anni. Oggi la situazione, a detta di amici che ci sono stati recentemente, non è più cosi: il territorio è stato bonificato e sminato e quindi il viaggio è decisamente più allegro! Si può finalmente godere appieno almeno di due luoghi straordinari: la guelta di Archei e i laghi Ounianga. Alla guelta ci rimasi ore e ore, per vedere, all'ombra di un balconcino roccioso, il mutare delle ombre e dei colori con il passaggio del sole, mentre centinaia di dromedari finalmente sguazzavano nell'acqua, la stessa in cui i piccoli pastori facevano il bagno accanto ai coccodrilli nilotici, diventati vegetariani. Uno spettacolo biblico! All'arrivo a Ounianga mi sembrò di vivere in un miraggio: sabbia arancione, palme e due splendidi laghi incastonati tra le dune, una meraviglia naturale! Il vento, il caldo e l'arsura mi fecero bere sette bottiglie di Coca Cola, il mio record! Erano 16 anni fa e il frigo della Coca Cola mi era sembrato un miraggio al pari degli splendidi laghi, in un paese ancora molto arretrato, dove per andare ad ammirare alcune pitture rupestri, ci eravamo infilati a casa di qualcuno. Peccato che fosse una grotta e il "proprietario" si presentò con la lancia e il gonnellino, tanto che ci impiegai un attimo a capire che era in carne ed ossa...e non uno dei personaggi raffigurati sulle rocce! E' stato un viaggio nell'Ennedi, luogo di antiche montagne, paesaggi straordinari, che però non ho goduto abbastanza come avrei voluto. La guerra era sempre presente e il timore di mettete il piede su una mina antiuomo anche. Ora che la situazione non è più la stessa si può pensare ad un nuovo viaggio...alla scoperta del Tibesti, un sogno di quando avevo 18 anni! Forse un giorno ve lo racconterò...

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