COSTA RICA E PANAMA

Foreste, colibrì, un grande progetto di ingegneria, fiori e natura rigogliosa...di quali paesi sto parlando? Sì, forse qualcuno ha indovinato: Panama e Costa Rica. Premetto che quando pensavo ad un paese dove andare a vivere, in passato ho sempre pensato alla Costa Rica, chissà perché? Non lo so, ma andarci mi ha fatto cambiare idea, forse perchè pur amando tanto la natura, non potrei pensare di vivere costantemente con un'umidità all'80%. Certo, la varietà di fiori della Costa Rica non l'ho mai vista da nessun'altra parte! Le farfalle sono di mille colori e di diverse dimensioni; la più grande come un palmo di una mano. Tra gli animali, a parte i bradipi (che qui attraversano anche la strada), le tartarughe, ogni sorta di lucertole, dalle più comuni alle più bizzarre, darei il podio al colibrì. Questo fantastico uccellino che antiche civiltà americane consideravano la reincarnazione di valorosi guerrieri caduti in battaglia e la rappresentazione in terra del dio Sole, è il più piccolo al mondo, il più veloce e può raggiungere 200 battiti di ali al secondo. Difficilissimo da fotografare, ho avuto il privilegio e l'onore di tenerne uno tra le mani: era entrato in una caffetteria di una riserva dedicata e a tutta velocità si era andato a schiantare sulla porta di un frigo di bibite. Tramortito era caduto al suolo. Titubante lo raccolsi sperando che non mi morisse tra le dita. Invece, dopo un momento di frastorno, battè le ali e ripartì nel suo volo. Una bella esperienza.

Pioggia, pioggia, pioggia, tanta acqua! Ecco quello che ricordo di questo paese: mentre si andava alla scoperta di fiumi nella foresta, mentre si andava "a caccia" (fotografica) delle innumerevoli specie di uccelli tropicali, mentre si imparavano le proprietà farmacologiche di una miriade di specie vegetali, mentre si andava alla scoperta del vulcano Arenal o mentre, imbragati a volo d'angelo, ci si lanciava sulla foresta nel più lungo ed emozionante percorso di zip line, tra le cime degli alberi, con il vento che ti faceva lacrimare gli occhi e l'adrenalina che ti riempiva le vene.

Tra terremoti e umidità ho capito che la Costa Rica era un bel luogo da vedere, per poi tornare a casa.

Non prima di fare tappa a Panama però, famosa per il suo incredibile canale: 81.1 km che collegano l'Oceano Pacifico a quello Atlantico, i cui lavori iniziarono nel 1907, intrapresi dal genio militare statunitense e si conclusero il 3 agosto del 1914. Solo nel 1920 però si ebbe l'inaugurazione di uno dei più grandi progetti dell'uomo. Panama non è solo il canale. La parte vecchia della città coloniale è stata ristrutturata e oggi è un bel luogo dove passeggiare o dove cenare in uno dei tanti ristorantini con cucina creola o tradizionale, specchio del popolo che abita il territorio: mix di latini, afro-asiatici, caraibici e indios del centro America. Ma anche qui la natura ha dato vita ad una vegetazione straordinaria, che nasconde, in luoghi come la "Valle de Anton", petroglifi che ci parlano in maniera enigmatica dei primi abitanti. Abbiamo percorso il "Sendero de la Piedra Pintada" per andare a vedere alcuni siti, che insieme allo straordinario museo dell'oro di San Josè (Costa Rica), ci hanno aperto una finestra sulla storia di questi due paesi, dal periodo della preistoria a quello delle civiltà precolombiane, affascinante e straordinaria storia dell'uomo. Pura vida.

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