ANTARTIDE

Era il mio sogno da bambina e la prima mattina che mi sono svegliata in Antartide non ci potevo credere: il sogno si era avverato! Avevo però un pensiero che tornava a ronzare nella testa prima di partire: tanti luoghi leggendari, che hai sognato per anni, poi si dimostrano una gran delusione...invece posso dire che l'Antartide, al contrario, è andato ben al di là delle mie aspettative. La prima mattina non me la dimenticherò mai: dopo due giorni e mezzo di attraversata da Ushuaia e di relativo mal di mare, il mattino del terzo giorno tutto era fermo, il mare, la nave, il vento. Guardai fuori dall'oblò della cabina e di fronte a me vidi un enorme ghiacciaio. Mi vestii in fretta per andare fuori, sul ponte: mi ritrovai in un altro mondo e tutto mi stava trasmettendo quella sensazione di essere alla fine del mondo! La luce bassa, con il sole sotto l'orizzonte, l'atmosfera ovattata, il silenzio rotto solo dai pinguini che giocavano a rincorrersi e l'odore, sì, quello di guano che ci avrebbe accompagnato per tutto il viaggio. Ogni giorno era una sorpresa diversa perché il ghiaccio è come il deserto: tanti pensano che sia noioso, monotematico e monocolore, ma è assolutamente un’idea errata. Le sfumature dei colori, le forme degli iceberg, le distese dei ghiacciai e le grotte formano quadri naturali in continuo mutamento. Anche l'incontro con la fauna locale fa parte di questi quadri: foche, balene, leoni marini, ma soprattutto i pinguini sono i protagonisti di questo affascinante e indelebile palcoscenico naturale. Papua, Amelia, Maccheroni sono i pinguini che abbiamo incontrato, ma in una giornata di neve (l'unica che abbiamo avuto) la natura e la casualità ci hanno regalato l'esclusiva possibilità di vedere un pinguino albino! Come ve lo immaginate? Tutto bianco vero? Invece no...è tutto nero! Un altro regalo invece ce lo ha dato un vulcano attivo, nella bellissima Deception Island, dove la lava nera contrasta con il ghiaccio che in parte la ricopre: qui è possibile fare il bagno, visto che l'attività geotermica sotterranea interessa anche l'acqua di mare: incredibile Antartide! Questo mondo lontano ci ha fatto un ultimo regalato quando abbiamo passato il Circolo Polare Antartico, in una giornata di sole. Questo ci ha permesso di visitare la base cilena. L'aria è priva di inquinamento e questo fa sì che non ci sia polvere: all'interno della base, abbandonata in tutta fretta per mancanza di fondi e divenuta monumento storico, tutto sembrava essere stato utilizzato fino a pochi minuti prima, dando a noi la sensazione di essere tornati indietro, in un viaggio con la macchina del tempo. Altre basi sono utilizzate ancora oggi da studiosi e scienziati, ma fortunatamente sono state abbandonate tutte le stazioni di lavorazione delle balene che oggi possono nuotare tranquille senza rischiare di diventare olio, grasso, carne o bottoni! Tornando a Ushuaia ho avuto l'ultimo regalo, questa volta da un mio compagno di viaggio, che avendo vinto un'asta di beneficienza sulla nave, ha avuto la possibilità (e io con lui) di scendere a terra in una piccola isola cilena, Diego Ramirez, nello stretto di Drake. L'asta era a favore della salvaguardia degli albatros e sulle isole di questo arcipelago questi splendidi uccelli marini vanno a nidificare. Così come premio, noi e lo staff scendemmo a terra, trovando un numero incredibile di nidi con i piccoli urlanti in cerca delle mamme e del cibo. Il viaggio non era finito che la malinconia per questo continente bianco già si faceva sentire insistentemente e pensavo a Cook, Amudsen e Shackleton e alle loro avventure: lessi più volte ‘Endurance’ e ancora adesso, quando la nostalgia si fa sentire, cerco le parole di Shackleton, ma mi ripeto anche: tornerò!

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